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POESIE TRISTI

 
 

GRIGIO E ROSA 12/10/1994
 
 

Fuori dalla finestra
il grigio domina
in questo giorno d'ottobre.
Le strade,
i palazzi,
il cielo
e le persone;
tutto il mondo
sembrerebbe.
Ma una rosa rosa
s'arrampica
volenterosa,
non rassegnata,
allo sfondo di quella parete
grigia
che ne fa solamente risaltare
l'essenza di vita.



IL RAGAZZO SENZA SORRISO 14/4/95
 
 

Il ragazzo senza sorriso
procedeva nel mondo
in modo stanco,
trascinato dall'inerzia
dei giorni che passano.
Gli si fece vicino
un vecchio uomo
dal fare 
confidente e solidale:
"Come me
apetti solo
che giunga la morte?"
Si levò uno sguardo
duro e sicuro:
"No.
Attendo soltanto
che ritorni la vita".



NELLA NEBBIA 21-22/11/1994
 

Lascio volare la mente
sognando;
sognando a occhi aperti
mentre cammino
per strade
che amo
e conosco a memoria,
in ogni loro sasso sconnesso.
Lascio vagare i pensieri
procedendo
nella grigia e umida
e fitta e sottile nebbia
di Novembre inoltrato,
ancora senza il freddo
feroce
del vero inverno.
E penso
a una vita avara
di sogni,
di piccoli sogni.
E spero
nella fine
della dura tortura
di lente e costanti stilettate
alle spalle
e mirate
al cuore della speranza.
E sogno
di un dono
dal piccolo dio dell'amore:
una piccola prova d'amore,
un piccolo piccolo segno
dalla donna a cui ho detto
che l'amo,
che vorrei regina del mio regno.
E cammino
nel nulla
di un mondo di nebbia
che mi sembra 
creato per me.
E prego
che la mia vita
diventi una poesia,
in cui l'unica rima
non sia:
"vita-vuota".



L'UOMO CHE MI GUARDAVA 13/12/1994
 

"Basta con le bizze da bimbo"
mi disse severo
quell'uomo.
"Smetti di fare il ragazzo"
m'incalzò ancora
quell'uomo
che mi guardava
. "C'è sempre tempo
per sentirsi vecchio"
dissi io
a quell'uomo severo
che mi guardava
e che guardavo
nello specchio
di fronte a me.



L'INVERNO 1/10/1995
 

Il torrente
mi scorre di fianco,
non si ferma mai.
Osservo le stelle
nel buio,
punto dal primo freddo.
Sotto c'è la città:
fa baldoria
per la vendemmia.
E io sogno
di un nuovo amore
per passare
anche quest'altro inverno
che sta per arrivare
pesante ad impietoso.



RICORDARE EDO 10/11/95
 

Ti odio
Bastarda dea della morte,
ladra di vite troppo giovani
e troppo brevi.
Io non ti temo per me
orrenda e perfida
essenza del male;
so che mi aspetti,
so che verrà
anche la mia chiamata.
E sono pronto a rispondere.
Ti odio
lurida e viscida
dea della morte
perchè, prendi vite
troppo innocenti
e ti cibi del dolore,
della sofferenza,
di quelli a cui rubi
un figlio
un nipote
un fratello
un ragazzo
un amico
un compagno di gioco
e di studio
di balli 
e di canti
di chiacchiere
di risate
di bevute
e di avventure
. Ti odio 
e ti schifo
Ma poi rido, rido di te.
Rido perchè, capisco
che fallisci nel tuo intento: tu rubi la vita
a una persona, ma la rendi immortale
nel ricordo
e nell'amore
di quelli che restano.



QUANDO TI CHIAMO 12/9/1994
 

Mi senti,
o non ascolti
quando ti chiamo?
Quando urlo
e chiedo aiuto
a te,
nel bisogno;
e cerco appoggio
sostegno,
anche solo
un piccolo
piccolo sguardo,
rivolto a me benevolo.
E quando le parole
soffocate 
nei singhiozzi del pianto
cambiano
da implorazioni
a ingiurie volgari,
subito smentite dai pensieri.
E quando ti ringrazio:
ti chiamo
per un saluto
e per l'attenzione avuta,
che poi viene smentita.
Quando la notte
non riesco a dormire
e mi assillo
con pensieri di dolore
e ti chiamo
e chiedo amore.
Perchè, non mi ascolti,
mi domando irato.
Lo so che non mi ascolti;
dalla risposta vuota,
inesistente,
come il niente.
E cresce la sofferenza
per un Dio 
senza indulgenza.



PROGRESSO 14/4/95
 

Ho spento le stelle
e ho domato il mare.
Ho reso muto il vento
e messo in ombra il sole,
coi pensieri della mente.
Ma il progresso dell'uomo,
anche coll'immaginazione,
non lo si può fermare.
Come la morte.



STRESS 1995
 

Non sono fatto
per il mondo che agogna il profitto
affiancato dallo stress.
Non sono nato
per la competizione
della società del dio Superfluo.
Vivo per il sentimento,
vivo di sensazioni
e sensibilità.
Vivo dominato dallo spirito,
dallo spirito d'amore.



NOTTI DA SOLITARIO 22/11/1994
 

Notti da solitario.
Solo
con pensieri seri
e fantasmi
d'un passato più dolce
a farmi compagnia.
Angoscianti ombre,
che solo
sacrificando la memoria,
rinunciando ai ricordi
e a una parte di me stesso,
posso ricacciare.
Notti di silenzio:
con me
e con tutti.
Notti di nostalgia:
per uno sguardo 
di magica intesa;
per le sue lacrime
e le sue risa.
Per il sapore della sua bocca,
ed il profumo
della sua pelle
che purtroppo 
non riesco a ricordare;
e che so
non m'appartengono più.



IL VETRO 22/1/1995
 

Vedo l'amore.
E' tutto intorno.
Vicino ho amici e amiche
e vedo il nascere
di nuovi amori,
i litigi,
e i repentini tradimenti,
il perdersi e ritrovarsi.
Vedo i velati corteggiamenti
e i rifiuti,
o le passioni non corrisposte.
Vedo i baci fugaci
celati agli amici.
E vedo gli amori morenti,
fra sbuffi e bronci.
Vedo anche dolci fanciulle
che destano i miei sentimenti,
ma è come se io fossi
dietro un enorme vetro.
L'amore lo posso guardare
lo posso sentire
lo posso agognare;
ma pare non mi possa appartenere.



SOLDATINI DI PLASTICA 17 APRILE 1997
 

Lento
scorre.
Quasi non volesse
che ce ne accorgessimo.
Eppure
ci cambia,
e gioca
con noi,
come fossimo
soldatini
di plastica
in mano ai bambini.
E non c'è pietà
per chi perde
e muore
nei giochi dei bimbi.
E del destino.



OMBRE 9/1/1996
 

Le ombre
esplodono
come bombe nella mia mente
a volte.
E sento
tutto dentro
un gran vibrare
ma non è 
il tremore d'amore
spesso amaro ma usuale.
Le ombre
si propagano
selvagge e crudeli
e invadono invadenti
tutto me stesso.
Strozzano la gola
e fatico a respirare.
A ogni respiro
mi straziano
stritolando il cuore
che a ogni battito
pare debba scoppiare.
Mi echeggia rimbombante
il loro sguaiato ridere
ovunque nella mente
rendendo duri e vani
i normali pensieri.
E come una febbre tragica
fanno tremare le mani
e la voce
e mi spaccano le gambe
e la schiena
così che il corpo non risponde
ai pochi comandi
che la mente riesce a dare.
E quanto diventa difficile
quando arrivano le ombre
anche solo continuare
a camminare per la strada.



L'AMERICA 31/10/1994
 

Terra
dei sogni di bambino,
l'America.
Terra d'esempio
e di speranza;
terra
di promesse:
deluse, frustrate,
disilluse e calpestate.
Terra di violenza
e di miseria,
nella realtà
vista dai vivi occhi.
Terra d'ignoranza
e d'arroganza;
di caccia alla ricchezza
sfrenata, egoista.
Terra di libertà
nelle promesse e parole;
terra di libertà violentata
di notte, al buio,
o sotto il sole.



DESERTO 9/3/1996
 

La vita sembra
un deserto
in cui si vaga
senza meta
oppressi da torridi dolori,
costanti.
E solo si spera
nel ristoro
di qualche improvvisa
folata d'amore.



Bambini
bambini.
Che giocate
alla guerra.
È bello
perché
è solo finzione
in fine.
I soldatini
che ora son morti
son pronti
in un minuto
a nuove battaglie
di nuovo
vivi
e forti.
Spiegate voi
agli adulti
che nelle guerre vere
anche le morti
sono vere.
E fanno
solo 
male.


COSÌ VA         XX    IV    MIM


Hanno provato
a prenderti tutto.
A levarti
l'anima
e i sogni
e la speranza.
Insulti
e scherno.
Violenza
fisica
e psichica,
inaudita.
Cattiveria
pura
e mirata.
Sottili
esercizi
di menti
deviate
e ottenebrate.
Goccia
avvelenata
dopo
goccia
avvelenata.
Alimentate
con invidia
sottile
e odio
strisciante.
Han fatto nascere
lacrime
nel cuore puro
e nella testa.
A volte
liberate
dagli occhi
e da scomposti
singhiozzi.
E non sai
il perché.
Però sai,
si tu lo sai,
che tornerà 
a loro
tutto quel dolore.
Anche se a te
saperlo
non da piacere.
E non sarà quello
a ridarti la gioia.


iNdIcE PoEsIe

 
 

 




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